Cara Francesca,
Paese che vai - usanza che trovi
Questo è valido tra città e città di uno stesso stato, figurarsi quando cambi Nazione....
In Bulgaria le usanze , tranne le Festività Nazionali, sono un poco o molto diverse in ogni paese, città o cittadina, che ha le sue locali usanze.
Inoltre si deve considerare che le usanze si sono sviluppate durante i vari periodi storici, come pure le religioni, la musica ed a volte anche le abitudini culinarie, ovviamente vissuti sia a livello di Nazione che di realtà locali.
La Bulgaria è un paese del Balcani e quindi più o meno abbraccia la cultura Balcanica legata alle lotte per l'indipendenza dall'impero ottomano.
Come in Grecia ad esempio la gestualità del si o del no, muovendo la testa, è diverso ed al contrario delle nostra gestualità: il NO si manifesta muovendo la testa dal basso verso l'alto (da noi in Italia tale gesto significa SI), mentre per il SI si dondola brevemente la testa da destra a sinistra, inclinando però la testa verso la spalla destra e sinistra (da noi tale gesto, seppur leggermente differente dal nostro, significa NO ..... noi scuotiamo
solo la testa da destra a sinistra e non la "incliniamo").
La forma di saluto verbale si sviluppa come segue: (translittero in Italiano)
DOBRE UTRO (Buon Mattino) - DOBER DAN (Buon Giorno) DOBRE VECER (Buona Sera) LECA (Leka) NOC con la "C" dolce come in "Ce" (Buona Notte)
All'Incontro
DARVEISTE (saluto ufficiale - corrisponde all'incirca al nostro Salve)
DARVEI (saluto amichevole - corrisponde al nostro Ciao)
Al commiato
CIAO - nostro Ciao ma in Bulgaria usato come commiato, anche ufficialmente
HAIDE (amichevole ma anche a volte benevolmente ufficiale - che significa "avanti" ... cioè una sorta di vai avanti - andate avanti)
Ringraziamento - il nostro Grazie per intenderci
BLOGADARIA' oppure spesso qui a Sandanski: MERCI (il grazie in francese)
Per favore: MOLIA - Mi scusi (oppure mi scuso): ISVIGNAITE
Per rispettare il galateo locale ma anche il rispettare una cultura diversa dalla nostra, serve un poco di umiltà e ricordarsi che siamo esseri umani con diverse esperienze ed usi e che viviamo in un paese che non è quello in cui siamo nati e cresciuti.
Evitare quindi di sentirci superiori a loro ma cercare di carpire i lati migliori di loro e non fare inutili paragoni. In sostanza integrarsi in una realtà che ci consente di vivere più che degnamente con i soldi che abbiamo, soldi con i quali in Italia non riusciremmo a sopravvivere.
Certo non è tutto facile e semplice, a cominciare dalla lingua, ma teniamo sempre presente che siamo noi gli "stranieri" e non loro.
Buona serata